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Museo Diocesano e Cripta di San Rufino
Piazza San Rufino, 3 - 06081 ASSISI (PG)
Tel. e fax: 075 / 812.712
E-mail: info@assisimuseodiocesano.com
Partita IVA: 02615110547 |
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La
Cattedrale è situata entro un terrazzamento romano delimitato,
sul lato settentrionale, da un muro di contenimento, ancora oggi
visibile all’interno della chiesa e della Cripta; gli archeologi
identificano questo sito con il Foro del municipio romano di Asisium.
Nel 412, secondo la tradizione, vi fu costruita una piccola chiesa
per ospitare il corpo di san Rufino, primo vescovo di Assisi e
patrono della città, martirizzato nel 238 nel fiume Chiascio.
Nel 1029, il vescovo Ugone fece costruire una seconda chiesa,
nel luogo della precedente, e nel 1036 le diede il titolo di Cattedrale.
Di questa chiesa, che occupava gran parte del sagrato, rimane
solo la Cripta, sottoposta alla facciata della chiesa attuale,
e il campanile romanico. Nel 1134 furono decisi l’abbattimento
dell’edificio ugoniano e la costruzione di una nuova chiesa,
alle spalle della precedente. La nuova Cattedrale venne eretta
nel 1140 dall’architetto Giovanni da Gubbio, come ricorda
una lapide murata all’esterno dell’abside. I lavori
precedettero lentamente e non erano ancora terminati nel 1210,
quando un patto di pacificazione tra i Maiores ed i Minores
della città stabiliva la prosecuzione dei lavori.
L’altare fu consacrato da papa Gregorio IX nel 1228; nel
1253 Innocenzo IV consacrò la chiesa ormai ultimata. |
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La
facciata a capanna, capolavoro dell’architettura
romanica umbra, è da collegare ai coevi esempi spoletini
del Duomo e della chiesa di San Pietro. E’ tripartita da
lesene che richiamano l’interno a tre navate e divisa in
tre ordini da cornici sorrette da archetti pensili. L’ordine
inferiore è a riquadri con modanature di larghezza ineguale,
che incorniciano i tre portali e di altezza crescente per creare
un ritmo ascendente.
Il portale maggiore è illustrato da una serie di figurazioni
allegoriche allusive all’Apocalisse. L’ingresso
è vigilato da due leoni accosciati, ad ammonimento dei
fedeli; quello a sinistra divora un uomo, l’altro stringe
negli artigli un montone. Gli stipi e l’architrave sono
decorati da motivi geometrici e da girali vegetali; l’arco
presenta tralci di vite che nascondono piccole figure allegoriche,
forse allusive alla Chiesa ed all'Ordine del creato. Nella lunetta
vi sono raffigurati la Madonna in trono con Gesù Bambino,
Gesù Cristo cronocratore e San Rufino. Intorno corre
un cordolo formato da colonnine giuntate tra loro, alle quali
sono aggrappate arpie e coppie di animali mostruosi, metà
rettili metà ucceli, che si affrontano in lotte furiose.
Il portale a sinistra, interpretato come allegoria dell’Eucaristia,
presenta due dragoni mutili, che sostengono gli stipiti spartiti
da patere, ornate da fiori, cervi, draghi e pesci; il motivo continua
nell'architrave dov'è l'Agnello mistico tra due aquile,
e nell'archivolto la Croce tra fiori e foglie; nella
lunetta Due leoni affrontati che si abbeverano ad un vaso.
Il portale a destra, ispirato al Battesimo, presenta uno schema
simile; alla base sono due leoni alati, nell'architrave compaiono
i Simboli degli Evangelisti con l'Agnello mistico, e
nella lunetta vi sono Due pavoni affrontati si abbeverano
ad un vaso. |
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Il
registro mediano della facciata è separato da una cornice
marcapiano, sorretta da mensole con figure mostruose, sopra le
quali corre una galleria cieca, ornata alle estremità da
due lupi e in corrispondenza delle lesene centrali da due protomi
taurine. Il rosone centrale, a tre cerchi concentrici,
è sorretto da Tre telamoni; ai quattro lati sono
i Simboli degli Evangelisti. Il rosone a sinistra è
a due cerchi concentrici con al centro San Michele Arcangelo;
ai lati sono San Pietro e san Paolo. Pressochè
identico è il rosone a destra. Il timpano contiene un arco
ogivale sottolineato da una cornice; nella cuspide sono un Leone
rampante, simbolo di Assisi, e alcune patere lungo gli spioventi.
A sinistra della facciata vi è il campanile
romanico, in gran parte della chiesa ugoniana, è a pianta
rettangolare con cinque ordini divisi da cornici marcapiano; la
cella campanaria è aperta su ogni lato da due coppie di
enormi bifore. La campana più antica proviene dall'Abbazia
di san Benedetto al monte Subasio, e reca la data 1287.
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| Interno
della Cattedrale
L’interno ha perduto l’originale aspetto romanico,
che presentava tre navate divise da pilastri e presbiterio soprelevato,
in seguito ad un totale rifacimento progettato nel 1571 dall’architetto
Galeazzo Alessi. Sopra le volte (non visitabili) si possono
ancora vedere alcune strutture della chiesa del XII secolo, tra
cui i resti di una cupola. Il restauro dell'Alessi, motivato da
dissesti statici, ha donato all'interno un tipico impianto tardo-rinascimentale,
grazie all'innesto di un corpo a pianta longitudinale su uno a
pianta ottagonale: l'effetto doveva essere ancora più sensibile
prima del 1848, quando furono aperti i varchi infondo alle navate
laterali e distrutti gli altari sotto la cupola.
La navata è divisa in cinque campate scandite da pilastri
a pianta quadrata con archivolti, sormontati da un fregio in stile
dorico a metope e triglifi; la campata centrale ha una copertura
a botte con arconi di rinforzo, le laterali a crocera semplice.
L'area presbiterale è dominata da una cupola a padiglione
e termina con un profondo abside.
La rimozione delle mense degli altari laterali ha messo in luce
tratti del muro romano su cui poggia la parete settentrionale
della Cattedrale.
Lungo le navate, i dieci altari sono alternati a statue di Profeti
(1672), opera di Agostino Silva.
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Iniziando
la visita
dalla NAVATA SINISTRA si accede alla cisterna romana
(A),
che fa da fondamenta al campanile romanico, in opus quadratum
con volta a botte (II secolo a. C.); l’acqua entrava da
un’apertura verticale sulla parete di fondo. Sopra l’ingresso
della cisterna è un’iscrizione repubblicana che menziona
sei personaggi contraddistinti con il titolo di marones
(magistrati umbri), che vengono designati a realizzatori d’importanti
opere architettoniche: un arco, la cisterna ed un muro.
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Seguono:
(1)
altare di santa Maria della Consolazione (1681), eretto dalla
Corporazione dei calzolai, tela della Madonna con Gesù
Bambino e santi (1745 ca.) d’ignoto autore;
(2)
altare di sant’Emidio, disegnato da Giacomo Giorgetti
(1664), tela raffigurante la Trinità, la
Madonna e santi che intercedono per Assisi (1752) di Francesco
Appiani, commissionata per voto dopo il terremoto del 1751;
altare dell’Immacolata Concezione (3),
con stucchi di Agostino Silva (1672); altare del Crocifisso
(4),
con stucchi dello stesso Silva, il Crocifisso ligneo
(1561) d'ignoto autore che la sera del Venerdì santo
è portato in processione per le vie cittadine; altare
di san Gaetano da Thiene (5)
, con tela
raffigurante la Madonna con Gesù Bambino, santi e
angeli (1674) di Francesco Refini.
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Il
PRESBITERIO è stato trasformato nel 1848 su disegno di
Angelo Brizi. Sotto la mensa dell’altare maggiore (B)
sono conservate le spoglie di san Rufino
Nel braccio sinistro della crociera, all’altare di san Rufino
d’Arce (6),
tavola con la Crocifissione (1563) di Dono Doni.
Segue la Cappella della Madonna del Pianto
(C)
con la Pietà (XV secolo) di un ignoto
scultore tedesco in terracotta policroma, che secondo la tradizione
pianse miracolosamente nel 1494, la quale venne trafugata nel
1982 e per questo sostituita da una copia lignea; alla parete
sinistra è situata la tomba del vescovo Giuseppe Placido
Nicolini (+1973) ornata da un rilievo in bronzo di Enrico Manfrini
(1973).
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Nell’abside
è collocato un coro ligneo (D)
con 22 stalli intarsiati di Giovanni di Pieriacopo da san Severino
(1518 - 1521), al centro del quale è stato montato il
grande organo ottocentesco già sulla cantoria, rimossa
nel 1979.
Nel braccio destro, all’altare di san Vitale (7),
tavola con la Deposizione dalla croce (1563) di Dono
Doni.
Proseguendo lungo la NAVATA DESTRA si trovano: altare di san
Francesco (8),
stucchi di Agostino Silva con le Virtù cardinali
(1672) e tavola di Dono Doni con Gesù Cristo in gloria
e santi (1550); sotto la statua di Mosè,
si accede alla sala con la mostra dedicata a Giovanni
Paolo II con opere di Giuseppe Afrune, alla Sacrestia
(F)
ed all'Archivio Capitolare
(G);
altare della Madonna addolorata (9),
statua policroma, 1672 ca., che la sera
del Venerdì santo viene portata in processione per le
vie cittadine.
Attraverso un portale romanico coevo a quelli della facciata,
si esce sul fianco destro della chiesa, e per una scalinata
si raggiunge Via Doni.
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Segue
la Cappella del Sacramento (E)
di Giacomo Giorgetti (Assisi 1663), con un complesso decorativo
di tele e affreschi sul tema dell’Eucaristia che
ne fanno la più organica e compiuta opera di età
barocca in Assisi. Sopra la porta d’ingresso, affresco con
il Sacrificio di Elia (1673) di Giovanni Andrea Carlone;
lungo le pareti dell’oratorio, dipinti su tela dallo stesso
autore (a destra, Agar nel deserto, Davide riceve
i pani da Achimelech, Elia e l’angelo; a sinistra,
Tobia e san Raffaele arcangelo, David prega per far
cessare i flagelli sugli israeliti, Sacrificio di Isacco);
nell'abside Natività, Cena in Emmaus e Resurrezione,
nel catino absidale Vittoria di Gedeone sui Madianiti
e le Virtù teologali, dello stesso Carlone; nella
volta Raccolta della manna e Mosè innalza
il serpente di bronzo di Giovanni Antonio Grecolini
(XVIII secolo), l'Eucarestia di Giacomo
Giorgetti (1663 ca.); nella controfacciata, Ultima cena
(1696) di fra’Emanuele da Como; sulla cantoria in legno
intagliato e dorato è un organo seicentesco. L'altare in
marmi policromi è del 1764; ai lati sono due angeli barocchi
in legno dorato. |
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Tornati nella navata incontriamo: una breve scala che conduce
alla splendida Cripta
di San Rufino e da essa si accede al
Museo Diocesano (H)
; altare di san Giuseppe (10)
con San Giuseppe che mostra l’anello nuziale ai confratelli
(inizio XVI secolo);
Al termine della navata destra è il fonte battesimale
(11),
dove furono battezzati san Francesco, santa Chiara, san Gabriele
dell’Addolorata e, forse, l’imperatore Federico II
di Svevia: la mostra in terracotta è del 1882, il dipinto
con il Battesimo di san Francesco (1882) e di Franz De
Rohden.
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| Nella
NAVATA CENTRALE, ai lati dell’ingresso, sono le statue di
Santa Chiara d’Assisi (1888) di Amalia
Duprè
(12)
e San Francesco d’Assisi (1882)
di Giovanni Duprè (13).
Su un pilastro della navata, a sinistra, è un pulpito (1882)
intagliato da Vincenzo Rosignoli (14);
nel lato opposto è situata la statua di San Rufino
(1823) di Paul Lemoyne (15).
Al
centro della navata, sotto il vetro del pavimento sono visibili
strutture di età romana e alto medievale (16),
reperti del sepolcreto e l'abside esterno della Basilca ugoniana
(XI secolo).
Per maggiori informazioni:
Parrocchia di San Rufino
Via Dono Doni, 1
06081 – Assisi (Perugia)
Tel. e fax: 075 / 81.22.83 |
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